Le “Pietre delle streghe” nel “Piccolo dizionario” dei Bandini

Nel corso del tempo i coniugi tedeschi Bandini, Ditte e Giovanni, hanno dedicato numerose opere al mondo del piccolo popolo e della magia, con libri su personaggi come i nani, le fate, i draghi e gli elfi.

E proprio uno dei loro volumi è dedicato al mondo delle streghe, analizzato in forma di vocabolario illustrando oggetti, formule, animali, abitudini e riti di maghe e donne magiche.

Una delle voci del “Piccolo dizionario delle streghe” è focalizzata sulle pietre forate naturali, denominate in questo caso “pietre delle streghe” e richiamate anche in altre voci del libro: per esempio le pietre bucate da parte a parte da sempre fanno parte degli “amuleti”, quegli oggetti in grado di tenere lontani gli spiriti maligni, e più avanti sostituiti dagli “oggetti benedetti”.

Ma gli autori entrano nell’approfondimento proprio nello spazio dedicato alle “pietre delle streghe”, nel quale, fra l’altro, ricordano come nella Germania settentrionale, queste pietre venissero assimilate alle pietre focaie e venissero ricercate in forme il più possibile insolite per attribuire loro proprietà magiche.

Pur usate come difesa nei confronti delle streghe, Ditte e Giovanni Bandini riportano anche un caso in cui furono le megere a utilizzarle per i loro malefici:

Nel corso di un processo svoltosi nel 1678, al figlio di una donna accusata di stregoneria venne chiesto quale fosse il significato della pietra forata e a quale scopo la donna ne avesse fatto uso. Il ragazzo rispose di aver sentito dire che si trattasse di una pietra della strega, e in seguito a un interrogatorio “più approfondito” ammise che la madre se ne era servita per mungere le vacche di altre persone”.

Anche nel Piccolo dizionario, sulle pietre, si dice siano conosciute in Inghilterra e in Galles quali amuleti per la difesa degli animali dalle influenze malefiche delle streghe, per prevenire le malattie e contro la mancanza di latte causata dal malocchio e si sottolinea che “la sostanza minerale di cui si sono formate è ritenuta di secondaria importanza”.

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