Santa Rita e le pietre bucate

Le pietre forate sono chiamate anche pietre sacre e talvolta fanno capolino anche nella cultura cristiana.

Spesso lo fanno con un’accezione negativa, e questo avviene per il profondo significato che hanno in altre culture “pagane”: in quanto “idoli” e quindi simboli del maligno sono oggetto di distruzione, come avvenuto tra l’altro in Valcamonica.

Talvolta però le pietre forate naturalmente fanno capolino anche in leggende e tradizioni legate alla loro sacralità e alla partecipazione alla storia di alcuni santi.

Avviene, fra gli altri, anche con Santa Rita da Cascia, la cui tradizione richiama le hag-stones in vari modi: il primo e forse più evidente sono le coppelle di forgia antichissima presenti all’interno della Grotta d’Oro di Santa Rita a Roccaporena, nella Valnerina. Qui, nella caverna, secondo la leggenda e la tradizione popolare, viveva in tempi antichi la sibilla Porrina identificata come la zia del re d’Arcadia, Evandro, giunto esule in Italia.

la Grotta d’Oro (foto dal web)

Ninfa, indovina, addirittura semidea, Porrina come tutti gli oracoli vaticinava gli eventi futuri: così fece anche con Santa Rita, che sarebbe vissuta molto più in là. La sibilla Porrina annunciò che venti secoli dopo di lei in quegli stessi luoghi sarebbe spuntato un fiore, “una pietra preziosa, la margarita”, ovvero Margherita, Santa Rita da Cascia, la Santa delle rose, nata nel 1380 da Antonio Lotti e Amata Ferri nel piccolo e umile villaggio di Roccaporena.

Le particolarità che collegano Porrina a Santa Rita sono numerose, di carattere soprattutto simbolico. La prima era dea dei parti, la seconda patrocinava su parto e maternità; entrambe avevano carattere di veggenza ed erano collegate ad elementi naturalistici e alla roccia, la grotta, lo scoglio.

A tutti questi elementi simbolici sono associate anche le pietre forate, in quanto la forma della pietra bucata è quella del corpo femminile e del canale del parto. Ma c’è un altro collegamento: il nome di Porrina (e direttamente quello di Roccaporena) è associato a pòrus, pietra tufacea, bucata, e a pòrus, il canale del corpo che serve per il parto.

Questi riferimenti divengono ancora più evidenti sul posto, dove nell’Orto dei Miracoli di Santa Rita centinaia di biglietti e fazzoletti invadono le pareti, così che la pietra si trasforma di nuovo nel corpo di Santa Rita accogliendo i desideri e le ansie dei credenti.

“Il corpo e la roccia” di Fiorella Giacalone, un libro consigliato per approfondire le tematiche di questo articolo

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